Come uno Startup Studio crea una Startup

Startup Studio crea una startup
I 7 step per creare una Startup all’interno di uno Startup Studio.

Lo studio scientifico di Tobias Guttmann

Negli Startup Studio non si fa come al pub. Non si decide di costruire una Startup perché è venuta un’idea bevendo una birra con gli amici. O meglio, magari l’idea viene anche bevendo la birra (dopo un analisi di mercato) ma poi le cose si fanno seriamente. Ci sono processi standardizzati, metodi scientifici e KPI da monitorare. Altrimenti si torna al pub.

Senza soldi, e avendo sprecato tempo.

Ma c’è anche chi al pub non solo beve birra, ma discute anche di come si costruisce una startup. Questa persona è Tobias Gutmann. Lui ha definito quello che potremmo chiamare il “metodo galileiano” per costruire una Startup from scratch. From scratch è un’espressione americana. Tobias è tedesco. Quindi, se volete contattarlo magari chiedetegli pure un consiglio su quale birra bere. Al pub. Abbiamo tradotto la ricerca di Guttmann dal tedesco all’inglese e si chiama “Organizational best practices of company builders – a qualitative study”. Se ti interessa, lo puoi recuperare qui.

Non per calcare gli stereotipi sulle nazionalità (che Tobias sia un sommelier birrofilo lo abbiamo azzardato) ma Tobias, da buon tedesco, è anche una persona precisa. Ha suddiviso il processo con il quale uno Startup Studio crea una Startup in 7 step. Scopriamo quali.

I 7 step per creare una startup all’interno di uno Startup Studio

1) A caccia di problemi

Hai capito benissimo. All’inizio si va a caccia di problemi, oltre quelli che già la vita ci offre. Ma in che senso?

Lo Startup Studio fa una ricerca approfondita dei problemi che sussistono in un dato settore-mercato. Da questa analisi, può capire cosa serve al mercato e quindi costruire qualcosa che risolva un problema realmente esistente.

2) Controllo qualità

Questo qualcosa da costruire, germoglia dall’idea appena partorita, quindi l’idea deve passare attraverso un controllo qualità per essere “a prova di mercato” nonché meritevole di sbocciare in startup. Quali parametri vengono considerati?

  • prossimità – quanto l’idea è in linea con la strategia dello Studio; 
  • fattibilità – se l’idea può essere implementata all’interno dello Studio in termini di tecnologia, risorse, conoscenze, accesso al mercato; 
  • significatività – se risolve un problema importante per il cliente a cui non è stata già data una soluzione;
  • potenziale – se il mercato è grande abbastanza

Superati questi requisiti si passa alla fase tre.

3) Analisi di mercato

Indovina? C’è un’altra approfondita analisi (meglio la birra e il pub, eh?) con cui si osserva attentamente il mercato nel quale andrà ad operare la Startup (clienti, fornitori, competitor, leader, etc.). Lo Studio segmenta il mercato nel quale andrà ad operare cercando così di conoscerlo in maniera approfondita.

4) Crash–test

Boom! Avete presente i crash-test delle auto che usano quei manichini antropomorfi? Ecco, è il momento di fare un bel crash–test attraverso un approccio data–driven per poter capire se il business sopravvivrebbe al mercato. Se supera questo test, si passa al reclutamento del Funding Team della Startup e la porterà avanti nel processo.

5) Crash–test ma sui clienti

Altro giro, secondo boom. Questa volta però l’idea viene testata direttamente sui potenziali clienti della Startup per capire la risposta del target. Il segreto? Raccogliere feedback per poter migliorare il prodotto/servizio partendo dal sentiment del proprio target.

6) Si parte!

E al galoppo. Dopo test, correzioni e revisioni è giunto il momento che la Startup parta a tutti gli effetti. Definito il prodotto e il mercato, lo Studio crea la società, inizia la raccolta fondi e potenzia i canali di vendita per iniziare lo scale–up.

7) To the moon!

L’ultima fase è la crescita. Ha l’obiettivo di ultimare l’indipendenza della startup dallo Studio. Anche il team cresce con le nuove risorse che vengono inserite in azienda.

Misurazioni e valutazioni continuano ad essere effettuate per identificare possibili miglioramenti da introdurre in itinere. Questo è il passo di marcia proprio dello Studio. Avanza utilizzando un modello di ricerca-azione, migliorando costantemente cosa non funziona attraverso il monitoraggio delle metriche della startup, dei processi e dei feedback degli utenti/clienti.

Di questi 7 step identificati da Gutmann, il più essenziale e allo stesso delicato è la validazione.

Vuoi saperne di più?

Ricordi che abbiamo detto che in Italia ci sentiamo un po’ i fratelli maggiori? Ecco di cosa parla il prossimo articolo: come validare un’idea.

Impavida è la mano di chi osa. Saggia quella che prima di agire, conosce. Quale sia la destra e quale la sinistra è superfluo. L’importante, per un samurai, è di tenere la katana con entrambe.

da LA BUSHIDŌ SECONDO MAMAZEN

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