Storia degli Startup Studio: dagli albori ad oggi.

startup studio waves

Proseguiamo il nostro viaggio all’interno degli Startup Studio, dopo aver fatto una breve ma esaustiva panoramica di che cos’è uno Studio, quali sono i suoi nomi e come opera veniamo a un po’ di storia.

Sarà un viaggio dalla nascita del movimento fino ai giorni nostri, potrai capire come e quando è nato il primo Startup Studio ma soprattutto in questo articolo vedrai quanto sia strutturato questo modello di business.

Ti sei perso lo scorso articolo? Puoi recuperarlo da qui.

Partiamo?

La prima wave di studio

I tempi non erano maturi, il modello del Venture-Builder (sinonimo di Startup Studio) era un modello ancora sconosciuto nell’ecosistema “startupparo” che segue il “modello” ACDC di cui oggi si vedono i limiti.

I primi Startup Studio erano a tutti gli effetti mosche bianche, infatti dalla fondazione del primo Studio alla prima vera e propria generazione che ne vedrà nascere di nuovi, passeranno ben 10 anni. 

In quei 10 anni ci fu l’esplosione delle dotcom e la successiva recessione diede una battuta d’arresto a tutto il tessuto imprenditoriale americano (e mondiale). Sorprendentemente gli Studio non soffrirono questo brusco arresto e continuarono a prosperare. La recessione pareva non averli toccati.

Un primo importante segnale della loro efficacia.

La seconda wave nella storia degli Startup Studio

La seconda wave ci fu dopo quei 10 anni turbolenti. I protagonisti principali di questa wave sono sicuramente Betaworks Rocket Internet.

A Rocket Internet si deve l’approccio “go fast and break things” ma soprattutto l’importazione dagli States del modello degli Studio. Non da meno, Rocket ha sdoganato il copycatcon il quale hanno creato Zalando.

L’approccio che invece utilizza Betaworks è sviluppare idee native e mai sperimentate da nessun’altro, infatti ha sfornato aziende come: BitlyGiphyTumbler Chartbeat; mica noccioline.

Ma questo è solo l’inizio, qualche anno dopo il modello degli Startup Studio sarebbe letteralmente esploso.

*Il copycat significa letteralmente “copione”, nel mondo imprenditoriale significa “copiare” il modello di business di un’altra azienda migliorandolo o variandolo in parte.

La terza wave

Gli Studio della terza wave hanno potuto cavalcare la scia di successo dei precedenti utilizzando e affinando un modello che aveva già dimostrato la sua validità perché in grado di produrre Startup di successo. Il metodo ha inoltre dato prova di essere in grado di ridurre il tasso di fallimento delle iniziative in modo significativo.

Come detto prima, anche gli investitori, data la bontà del progetto, erano più inclini a investire. Ad esempio, il primo finanziamento per lanciare Atomic ammontava a 20 milioni di dollari, diventati poi 150 nel successivo round di investimento e nel 2019 ha creato un terzo fondo di investimento.

L'ultima wave nella storia degli Startup Studio?

Arriviamo ai giorni nostri.

Sempre più Studio, più o meno grandi, stanno nascendo, importando questo modo di operare nel proprio tessuto dei propri paesi ispirati dall’alto potenziale.

Ma facciamo alcuni nomi degli Studio di questa Terza Generazione: PSLExpaHuman Ventures e, ovviamente, Mamazen.

Costruire startup come fa un Venture-Builder ormai è un modello validato. A riprova di ciò ecco alcuni dati utili:

  • L’Exit Rate medio delle startup create in seno a uno Studio si assesta al 30% ma può raggiungere addirittura il 50%
  • Il tasso interno di rendimento – IRR – medio per uno Studio è del 53%, per una startup tradizionale è invece solo del 21.3%.
  • Solo 1 startup su 4 generata da uno Studio fallisce, al contrario di quelle create al di fuori, il cui rapporto è invece 9 su 10.

Diverse startup nate dagli Studio hanno avuto grande successo come ad esempio Picasa (comprata da Google), MediumSpendeskSolarisbank e tante altre.

Molte sono arrivate anche ad una IPO, una delle ultime è Coinbase, nata dentro Idealab e quotata pochi giorni fa al NASDAQ o Overture, acquisita da Yahoo!.

L’efficacia del processo di generazione e validazione è più che comprovata. Le startup vengono costruite più velocemente e con processi solidi e testati più e più volte e, cosa non da poco, hanno un tasso di fallimento decisamente inferiore a quelle create al di fuori di queste entità.

Imprenditori, investitori, amanti dell’innovazione e geek si stanno cimentando nella creazione di Studio. Anche in Italia stanno nascendo, anno dopo anno, nuovi Startup Studio.

Noi, dal canto nostro, possiamo dire di essere stati i primi in Italia a parlare di questo modello e a mettere le basi per i futuri Studio nel lontano 2017, l’anno di fondazione del nostro Dojo.

Nel nostro prossimo articolo sugli Startup Studio

Ma ora facciamo il punto di quello che abbiamo scritto fino ad ora: abbiamo esposto che cos’è uno Studio e con quali nomi viene chiamato e ora un piccolo excursus sulla storia degli Startup Studio.

Il prossimo articolo tratterà dei vari tipi di Studio che ci possono essere perché sì, uno Studio è sempre uno Studio ma essi possono assumere sfumature e funzioni diverse.

Mamazen è in continua evoluzione. Dopo essere stati i primi ad importare il modello dello Startup Studio in Italia, ora vogliamo fare di più. Vogliamo portare una nuova ondata di cambiamento nel mondo delle startup. Per questo abbiamo integrato il modello dello Studio con il Dual Entity Model, che riduce in modo significativo il rischio di noi investitori.  

Le nostre porte sono aperte a nuovi partner, nuovi compagni di viaggio, sognatori instancabili, curiosi affamati di novità.
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